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giovedì, Luglio 25, 2024

Acqua: UNICEF, crisi legate all’acqua mettono a rischio 190 milioni di bambini solo in Africa

ROMA, 20 MARZO – Mentre i leader mondiali si preparano a partecipare alla storica Conferenza delle Nazioni Unite sull’acqua, che si terrà a New York dal 22 al 24 marzo, l’UNICEF chiede investimenti urgenti in servizi idrici e igienici resilienti al clima per proteggere i bambini.
Secondo una nuova analisi dell’Agenzia dell’Onu, 190 milioni di bambini in 10 Paesi africani sono i più esposti al rischio di una convergenza di tre minacce legate all’acqua: acqua e servizi igienici inadeguati, malattie correlate e rischi climatici.  Secondo l’analisi UNICEF, la triplice minaccia è più grave in Benin, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Costa d’Avorio, Guinea, Mali, Niger, Nigeria e Somalia, rendendo l’Africa occidentale e centrale una delle regioni con la maggiore insicurezza idrica e impatto climatico al mondo. Molti dei Paesi più colpiti, in particolare nel Sahel, sono anche alle prese con instabilità e conflitti armati, che aggravano ulteriormente l’accesso dei bambini all’acqua potabile e ai servizi igienici.L’Africa sta affrontando una catastrofe idrica. Mentre gli shock legati al clima e all’acqua si stanno intensificando a livello globale, in nessun’altra parte del mondo i rischi si aggravano così velocemente per i bambini”, ha dichiarato il Direttore dei Programmi dell’UNICEF, Sanjay Wijesekera. “Tempeste devastanti, inondazioni e storiche siccità stanno già distruggendo strutture e abitazioni, contaminando le risorse idriche, creando crisi dovute alla fame e diffondendo malattie. Ma per quanto le condizioni attuali siano difficili, senza un’azione urgente il futuro potrebbe essere molto più cupo”.
L’analisi globale – che ha esaminato l’accesso delle famiglie ai servizi idrici e igienici, il carico di decessi dovuti ai servizi idrici e igienici tra i bambini al di sotto dei cinque anni e l’esposizione ai rischi climatici e ambientali – rivela dove i bambini sono maggiormente minacciati e dove è disperatamente necessario investire in soluzioni per evitare morti prevenibili.
Questi paesi si trovano anche nel primo 25% dei 163 Paesi a livello globale con il più alto rischio di esposizione alle minacce climatiche e ambientali. Le temperature più elevate – che accelerano la riproduzione dei patogeni – stanno aumentando 1,5 volte più velocemente della media globale in alcune parti dell’Africa occidentale e centrale. Anche i livelli delle acque di falda si stanno abbassando, tanto da costringere alcune comunità a scavare pozzi profondi il doppio rispetto ad appena un decennio fa. Allo stesso tempo, le precipitazioni sono diventate più irregolari e intense, portando a inondazioni che contaminano le scarse riserve idriche.La nuova analisi viene presentata in vista della Conferenza dell’ONU 2023 sull’acqua che si terrà a New York. I leader mondiali, le organizzazioni interessate e altri partecipanti si riuniranno per la prima volta in 46 anni per esaminare i progressi compiuti nel garantire l’accesso all’acqua e ai servizi igienici per tutti. Alla conferenza, l’UNICEF chiede:
• Un rapido aumento degli investimenti nel settore, anche attraverso i finanziamenti globali per il clima.
• Rafforzare la resilienza al clima del settore idrico e igienico e delle comunità.
• Dare priorità alle comunità più vulnerabili nei programmi e nelle politiche dei servizi idrici e igienici.
• Aumentare i sistemi, il coordinamento e le capacità efficaci e verificabili per fornire servizi idrici e igienici.
• Attuare il Quadro di accelerazione globale SDG6 di UN-Water e investire negli acceleratori chiave.

Foto Amref

Nota:
La “tripla minaccia” o “triplo carico” è definita in questo rapporto come:
• Un accesso inferiore al 50% almeno ai servizi idrici o igienici di base;
• Essere tra i primi 20 paesi con il più alto carico di decessi attribuibili a servizi idrici e igienici non sicuri tra i bambini sotto i 5 anni;
• Essere nel primo 25% dei paesi che affrontano il più alto rischio di pericoli climatici e ambientali.

OnuItalia
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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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