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Ridolfi (Link2007): non chiamateci Ong; l’Italia ci usi per far grande il nostro Paese

ROMA, 3 GENNAIO – “L’Italia ci usi per fare grande il nostro Paese all’estero”: nei giorni delle polemiche sul Qatargate e sul decreto Ong, questo e’ l’auspicio per il 2023 di Roberto Ridolfi, presidente di Link2007, l’associazione di coordinamento di importanti e storiche organizzazioni italiane che ogni anno gestiscono progetti di cooperazione per centinaia di milioni di euro producendo posti di lavoro e salvando dalla poverta’ intere popolazioni nei paesi del Sud del mondo.

Dei 20 mila cooperanti che fanno capo a sigle come Intersos, Cuamm Medici con l’Africa, Coopi, Cisv, Lvia e Amref, “molti non sono italiani: sono i partner nei Paesi in cui operiamo”, spiega Ridolfi in una intervista a OnuItalia in cui tiene a spiegare, in mezzo alle polemiche che hanno investito le Ong nelle ultime settimane, perche’ e’ arrivato il momento di abbandonare questa parola: “Smettete di chiamarci Ong: Osci o Osc, per organizzazioni di solidarieta’ e cooperazione internazionale, e’ meglio”.

Solidarieta’ alle OSC che salvano migranti in mare

L’intervista cade nel giorno in cui e’ entrato in vigore il decreto del governo Meloni sui flussi migratori: “Le organizzazioni impegnate nel soccorso marittimo hanno tutta la nostra solidarieta’”, ha detto Ridolfi secondo cui il cosiddetto ‘decreto Ong’ non ha visione: “Veramente pensiamo di limitare o fermare cosi’ la migrazione con questi provvedimenti, anche dal punto di vista puramente repressivo?”.

In Africa i trend demografici portano a  a prevedere che tra vent’anni decine di milioni di persone migreranno. “Pensiamo di fermarli con gli scogli o con le barche? Qualcuno in passato diceva in modo sbagliato ‘aiutiamoli a casa loro’, ma non e’ sbagliato il concetto finale di questa frase. Aiutarli a casa loro e’ nell’interesse di noi europei”, osserva Ridolfi, secondo cui, a fronte di un mercato europeo asfittico – “Siamo una popolazione che inesorabilmente invecchia e produce al di sopra di quel che il mercato puo’ assorbire” – l’Africa presenta “una situazione totalmente opposta, complementare e sinergica”. L’Africa avrà 400 milioni di nuovi entusiasti consumatori, di cittadini che saranno in grado di provvedere a loro stessi e che creeranno dinamica nel mercato: “I cinesi l’hanno capito, noi no, pensiamo ancora che dobbiamo difendere il fortino”.

Non siamo lobbisti

Per organizzazioni come quelle di Link2007 il Qatargate e’ stata l’ultima goccia. “E’ arrivato il momento far capire che siamo ben ben distinti dai lobbisti e dalle associazioni senza fine di lucro che dietro la cooperazione nascondono interessi economici”, afferma Ridolfi: “Il nostro e’ il lavoro di gente che ha deciso di fare della solidarietà e della cooperazione internazionale la sua professione con alle spalle competenze anche molto  avanzate”.

Nel mondo della cooperazione, del volontariato e della solidarieta’, soprattutto per chi lavora in paesi terzi, “c’e’ una percentuale di laureati e persone con master e dottorati che fa spavento”, spiega Ridolfi: “Immaginiamo un progetto del tipo di quelli di cui ci occupiamo: dieci milioni di euro per creare in due anni 20 mila posti di lavoro in Burkina Faso. Il coordinatore dovra’ avere conoscenza del mercato del lavoro, delle piccole e medie imprese, come sviluppare imprenditoria attraverso il microcredito. Queste sono le Osc, le persone che fanno il nostro mondo, di cui siamo fieri”.

Trasparenza nel Dna di Link2007

Fanno capo a Link2007 16 organizzazioni: “Per noi la trasparenza e’ una ragione di vita. Guardando i dati di Open Cooperation meta’ delle nostre Osc hanno hanno il 97% di trasparenza e di queste otto, quattro hanno il 100%.”. A fronte di questo Dna, Ridolfi chiede piu’ fiducia da parte delle istituzioni e fa l’esempio dell’Afghanistan: “Nell’agosto del 2021, quando tutti sono scappati, noi eravamo li’ con Osc operative. La Cooperazione Italiana ha ritenuto di non destinare 180 milioni alle Osc italiane operative in quel teatro ma ha preferito UNHCR e perfino la FAO. Le agenzie delle Nazioni Unite sono poi venute da noi per attuare i progetti perche’ noi eravamo li’, un passaggio assolutamente non necessario. E’ questo che noi contestiamo”.
Ridolfi vuole essere provocatorio: “Cerchiamo di fare l’Italia grande, promuovendo chi mette la faccia nella solidarieta’ e la cooperazione”. Un esempio e’ il Cuamm, da 61 anni in Africa. “Non e’ andato li’, a fare un progetto coi soldi della Cooperazione o della Commissione europea, e poi e’ scappato. Cuamm e’ rimasto. Non possiede ospedali, ma cerca di costruire con le realta’ e le capacita’ locali”. Da ex ambasciatore UE in Uganda tra 2011 e 2013, Ridolfi puo’ testimoniare “il successo e la credibilita’ che hanno le Osc italiane presso i governi dell’Africa”. In paesi difficili e fragilissimi come la Repubblica Centrafricana, “le Osc italiane hanno piu’ credito presso i governi locali delle organizzazioni internazionali”. (@OnuItalia)
Alessandra Baldini
Alessandra Baldinihttps://onuitalia.com
Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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