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giovedì, Giugno 13, 2024

Yemen e Siria: agenzie Onu, situazione disperata, non vanno dimenticate

ROMA, 15 MARZO – Le agenzie dell’Onu che si occupano di affari umanitari sono intervenute oggi per segnalare quanto sia ancora disperata la situazione in due paesi che sono tuttora in guerra anche se in secondo piano rispetto all’attualità dell’Ucraina, lo Yemen e la Siria.

LO YEMEN: FAME ACUTA A LIVELLI MAI VISTI. FINANZIAMENTI IN ESAURIMENTO
La già terribile crisi alimentare in Yemen è a un passo dal diventare una vera e propria catastrofe, con 17,4 milioni di persone che hanno ora bisogno di assistenza alimentare e una parte crescente della popolazione che deve far fronte a livelli di fame di emergenza.
La situazione umanitaria nel paese è destinata a peggiorare ulteriormente tra il prossimo giugno e il dicembre 2022, con il numero di persone che non saranno in grado di soddisfare il proprio fabbisogno minimo di cibo che potrebbe raggiungere, in quei mesi, la cifra record di 19 milioni di persone. L’allarme viene in particolare dalla FAO, dall’UNICEF e dal World Food Programme (WFP), dopo la ubblicazione di nuovi dati.
Quest’ultimo rapporto IPC (la scala di classificazione della sicurezza alimentare) mostra anche un livello elevato e persistente di malnutrizione acuta tra i bambini al di sotto dei cinque anni. In tutto lo Yemen, 2,2 milioni di bambini sono gravemente malnutriti, inclusi quasi mezzo milione di bambini che affrontano una grave malnutrizione acuta, una condizione che mette a rischio la vita. Inoltre, circa 1,3 milioni di donne incinte o che allattano sono gravemente malnutrite.
”La nuova analisi IPC conferma il deterioramento della sicurezza alimentare in Yemen. Il risultato, forte e chiaro, è che dobbiamo agire ora. Abbiamo bisogno di sostenere la risposta umanitaria integrata per milioni di persone, compreso il sostegno alimentare e nutrizionale, acqua pulita, assistenza sanitaria di base, protezione e altre necessità”, ha affermato David Gressly, Coordinatore Residente e Umanitario per lo Yemen.
”Ѐ necessaria la pace per porre fine al declino, ma si possono fare progressi ora. Le parti in conflitto dovrebbero revocare tutte le restrizioni al commercio e agli investimenti per le merci non soggette a sanzioni. Ciò contribuirebbe a ridurre i prezzi dei generi alimentari e a dare impulso all’economia, consegnando alle persone la dignità di un lavoro e un via per abbandonare la dipendenza dagli aiuti”, ha aggiunto Gressly.
Il conflitto rimane la causa principale della fame in Yemen. La crisi economica – risultato del conflitto – e il deprezzamento della valuta hanno spinto, nel 2021, i prezzi dei generi alimentari ai livelli più alti dal 2015. È probabile che la guerra in Ucraina porti a significativi shock delle importazioni, spingendo ulteriormente in alto i prezzi dei generi alimentari. Lo Yemen dipende quasi interamente dalle importazioni di cibo, con il 30% delle sue importazioni di grano proveniente dall’Ucraina.
QU Dongyu, Direttore Generale della FAO, ha ricordato che ”la FAO sta lavorando direttamente con gli agricoltori sul campo per promuovere la loro autosufficienza attraverso una combinazione di emergenza e sostegno ai mezzi di sussistenza a lungo termine, per rafforzare la loro resilienza, sostenere la produzione agroalimentare locale e compensare la dipendenza delle persone dalle importazioni”.

Il direttore generale FAO Qu

“Tutte queste cifre terribili confermano che è iniziato il conto alla rovescia per la catastrofe in Yemen, e siamo quasi fuori tempo massimo per evitarla”, ha detto David Beasley, Direttore Esecutivo del WFP – ”A meno di non ricevere immediatamente nuovi sostanziali finanziamenti, quello che seguirà sarà una fame generalizzata e la carestia. Ma se agiamo ora, c’è ancora la possibilità di evitare un disastro imminente e salvare milioni di persone”.
Il WFP è stato costretto a ridurre le razioni di cibo per otto milioni di persone all’inizio dell’anno a causa della mancanza di fondi. Le riduzioni implicano che le famiglie ricevono appena la metà del paniere alimentare minimo giornaliero standard del WFP. Tra i governatorati più colpiti ci sono Hajjah, Hodeida e Taiz. Senza assistenza alimentare terapeutica i bambini che soffrono di malnutrizione acuta grave rischiano di non farcela.
“Sempre più bambini vanno a letto affamati in Yemen”, ha ricordato Catherine Russell, Direttrice Esecutiva dell’ UNICEF – ”Per questo sono esposti ad un rischio maggiore di deterioramento fisico e cognitivo e persino di morte. La difficile situazione dei bambini in Yemen non può più essere trascurata. Sono in gioco vite umane”.

LA SIRIA: DOPO 11 ANNI DI GUERRA CRISI ANCORA FUORI CONTROLLO

Dopo 11 anni di guerra – rileva UNICEF –  lo scorso anno, circa 900 bambini in Siria hanno perso la vita o sono stati feriti. Dall’inizio della crisi, sono 13 mila i bambini che sono stati uccisi o feriti. Solo ieri sarebbero stati uccisi 3 bambini a causa di un ordigno inesploso nella città di Aleppo. A 11 anni dall’inizio della crisi in Siria, violenze, sfollamento e mancanza di accesso a servizi essenziali continuano a ostacolare le vite dei bambini. Mine antiuomo, residuati bellici esplosivi e ordigni inesplosi sono stati la causa principale di questi incidenti nel 2021, rappresentando circa un terzo di tutti i ferimenti e le morti registrati e lasciando molti bambini convivere con una disabilità. ”Circa 5 milioni di bambini sono nati in Siria dal 2011. Non conoscono altro che guerra e conflitto. In molte parti della Siria, continuano a vivere con la paura di violenze, mine e residuati bellici esplosivi”, ha spiegato Bo Viktor Nylund, Rappresentante UNICEF in Siria- La crisi continua a lasciare sui bambini siriani ferite psicologiche. Lo scorso anno, un terzo dei bambini in Siria ha mostrato segnali di stress psicologico, compresi ansia, tristezza, stanchezza e difficoltà ad addormentarsi.Sebbene l’UNICEF non disponga di cifre precise sui bambini che convivono con disabilità, è evidente che questi bambini portano un doppio fardello quando si tratta di violenza, minacce alla loro salute e sicurezza, fame, rischio di abusi e perdita dell’istruzione. La mancanza di mobilità e difficoltà a fuggire da pericoli incrementano ulteriormente gli ostacoli che incontrano. Per le loro famiglie, come per la maggior parte delle famiglie, opportunità di lavoro limitate, prezzi alle stelle, livelli di povertà senza precedenti, gravi carenze di beni e servizi di base, rendono difficile per i bambini con disabilità ottenere le cure di cui hanno bisogno. “Come tutti i bambini, anche quelli con disabilità hanno il diritto di essere seguiti e sostenuti. L’UNICEF rimane impegnato a sostenere questi bambini, senza stigmatizzazione e ovunque si trovino nel paese”, ha dichiarato il  Nylund secondo cui in tutta la Siria, e nei paesi vicini che ospitano circa 5,8 milioni di bambini bisognosi di assistenza, l’UNICEF e i partner continuano a lavorare per proteggerli e per aiutarli ad affrontare l’impatto del conflitto.

OnuItalia
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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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