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Costituzione UNESCO compie 75 anni, “guerre iniziano nelle menti degli uomini”

PARIGI/ROMA, 2 NOVEMBRE – “Le guerre, dopo tutto, non iniziano nelle menti degli uomini?”, disse il primo ministro britannico Clement Attlee nel discorso di apertura della Conferenza di Istituzione dell’UNESCO, l’organizzazione dell’ONU per la cultura e l’istruzione che il 4 novembre compie 75 anni.

La Commissione Nazionale per l’UNESCO ha pubblicato un focus  dedicato a questo importante avvenimento, corredato di immagini dell’epoca. L’UNESCO nacque nella convinzione, da parte dei leader dei Paesi coinvolti nella Seconda Guerra Mondiale, che la pace duratura possa essere costruita solo tramite la cooperazione internazionale nel campo dell’istruzione, delle scienze e della cultura.

L’idea iniziò a farsi strada già nel corso della guerra, quando, tra il 1942 e il 1945, la Conferenza dei Ministri Alleati dell’Istruzione (CAME) si riunì a Londra in più sessioni al fine di discutere la ricostruzione post-conflitto del sistema educativo. Il progetto accumulò adesioni – inter alia, quella degli Stati Uniti – e, il 10 gennaio 1945, in occasione del quindicesimo incontro della CAME, venne formato il Comitato di Redazione per la Costituzione dell’UNESCO: grazie al lavoro di tale gruppo, composto da 12 membri in rappresentanza di nove paesi (Belgio, Cina, Cecoslovacchia, Francia, Olanda, Norvegia, Regno Unito, Stati Uniti e URSS), le prime due bozze del testo della Costituzione videro la luce.

Su proposta della Francia, il processo di elaborazione dell’atto costitutivo avrebbe dovuto includere un momento centrale di riflessione, per mettere a punto “una comune dichiarazione dell’ideale di democrazia e di progresso … che dovrebbe essere la base di una cultura universale morale, sociale e politica … al fine di assicurare il trionfo nel mondo futuro di armonia, solidarietà e pace”. Ben presto ci si convinse dell’esigenza di dotare la Costituzione degli strumenti per poter produrre i suoi effetti oltre l’immediato dopoguerra: l’Organizzazione doveva essere permanente. Venne dunque meno il termine “ricostruzione” e il mandato della nascente organizzazione venne arricchito con l’aggiunta delle scienze.

A pochi giorni dall’istituzione delle Nazioni Unite, dal 1 al 16 novembre 1945 la CAME indisse a Londra una Conferenza per l’istituzione di un’organizzazione educativa e culturale (ECO/CONF). Presero parte all’evento rappresentanti di 44 paesi e di 8 enti intergovernativi osservatori, tra cui la Commissione Preparatoria delle Nazioni Unite, la Società delle Nazioni, l’Istituto internazionale per la Cooperazione Intellettuale e il Bureau Internazionale dell’Educazione. L’elaborazione della Costituzione fu il frutto di un intenso processo partecipativo. Celebre la trasposizione, su proposta del delegato statunitense Archibald MacLeish (poeta e professore a Harvard), delle parole di Atlee, culminate nel cuore del preambolo della Costituzione “Since wars begin in the minds of men, it is in the minds of men that the defences of peace must be constructed”.

I temi affrontati andavano oltre le dichiarazioni di mero principio. Come sottolineato dal delegato colombiano Jaime Jaramillo-Arango, improrogabile sarebbe stato l’intraprendere una “crociata contro l’analfabetizzazione”. Come proposto da Rajkumari Amrit Kaur, parte della delegazione indiana, l’impegno condiviso di tutte le nazioni nella costruzione di un mondo realmente libero si imponeva come condizione imprescindibile rispetto agli ideali fino ad allora proclamati in seno al consesso internazionale.

Il 16 novembre 1945, 41 paesi fondarono l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) e ne approvarono l’atto costitutivo nella sua versione definitiva: il testo è entrato in vigore il 4 novembre 1946, con il deposito del ventesimo strumento di ratifica da parte degli Stati firmatari. La Convenzione è stata sottoscritta dall’Italia il 14 novembre 1947 e ratificata il 17 gennaio 1948, con le firme dell’allora Presidente della Repubblica Enrico De Nicola e dell’allora Ministro degli Esteri Carlo Sforza.

A 75 anni dalla sua entrata in vigore la Costituzione dell’UNESCO e i valori in essa consacrati mostrano tutta la loro attualità e la loro forza anche di fronte alle nuove sfide globali o regionali delineate nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile. L’UNESCO è chiamata a collaborare alla realizzazione dell’Agenda nel suo insieme tramite le sue numerose iniziative e programmi ed è, in particolare, capofila per l’obiettivo 4 relativo all’educazione di qualità, inclusiva e permanente, obiettivo messo a dura prova dalla pandemia da Covid-19 che ha acuito le diseguaglianze digitali e di genere. Per l’UNESCO l’educazione resta lo strumento fondamentale per combattere i fenomeni perduranti del razzismo, del linguaggio violento e del bullismo sui social media e della criminalizzazione della diversità nelle sue manifestazioni religiose, culturali, etniche o di genere.

L’emergenza ambientale richiede interventi a tutela della bio e geo diversità cui contribuire tramite la rete UNESCO delle Riserve della Biosfera e dei Geoparchi mentre le iniziative del Patrimonio Mondiale e del Patrimonio Culturale Immateriale insieme alla Convenzione sulla Diversità delle Espressioni Culturali favoriscono la difesa e valorizzazione della diversità culturale in un mondo caratterizzato sempre più da società pluriculturali a seguito dell’incremento dei fenomeni migratori.

Il progresso tecnologico e scientifico spinge l’UNESCO ad impegnarsi in favore dell’Open Science e ad affrontare la sfida dell’etica nell’intelligenza artificiale. (@OnuItalia)

 

OnuItalia
OnuItaliahttps://onuitalia.com
Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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