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venerdì, Maggio 24, 2024

Libia: UNICEF, donne e bambini a rischio in centri di detenzione sovraffolai

ROMA, 13 OTTOBRE – L’UNICEF lancia oggi un allarme sulla situazione dei centri di detenzione in Libia che nonostante tutte le raccomandazioni e gli avvertimenti continuano a tenere in funzione. Secondo l’organizzazione dell’Onu per l’infanzia la sicurezza e il benessere di almeno 1.000 donne e bambini – fra cui cinque minorenni non accompagnati e almeno 30 bambini molto piccoli – tenuti in centri di detenzione a Tripoli, in Libia, è a rischio immediato. Fra le migliaia di migranti e richiedenti asilo che sono stati coinvolti in recenti arresti di massa, ci sono circa 751 donne e 255 bambini.

”I bambini migranti e rifugiati in Libia continuano ad affrontare gravi violazioni dei loro diritti, fra cui la detenzione arbitraria – ha dichiarato Cristina Brugiolo, Rappresentante speciale dell’UNICEF in Libia ad interim – I bambini sono tenuti in condizioni devastanti e disumane in questi centri di detenzione. Possiamo desumere che il numero reale di bambini tenuti nei centri sia molto più alto, visto che, secondo le notizie ricevute, diversi ragazzi vengono messi in celle con uomini adulti.

I centri di detenzione hanno ricevuto persone in numero di gran lunga maggiore rispetto alla loro capacità. Nel centro di detenzione più grande della Libia, ‘Al Mabani’, ci sono oltre 5.000 persone – quattro volte la sua capacità ufficiale – fra cui 100 bambini e 300 donne. Di queste, informa ancora UNICEF, 1.772, fra cui 43 bambini e 106 donne, sono state trasferite nel centro di detenzione ‘Ain Zara’. L’UNICEF e altri operatori umanitari presenti nel paese esortano le autorità libiche a proteggere i bambini e prevenire la separazione dai loro genitori, dalle persone che si prendono cura di loro e in generale dalle famiglie.

L’organizzazione  chiede il rilascio immediato di tutti i bambini reclusi nei centri di detenzione in Libia, ed ”è pronto, insieme ai partner, a fornire supporto tecnico, fra cui anche forme di assistenza alternativa per i bambini detenuti”, ha concluso Brugiolo.

OnuItalia
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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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