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martedì, Luglio 23, 2024

UNESCO: via Grandi Navi dalla Laguna o Venezia torna “in pericolo”

PARIGI, 21 GIUGNO – Via le Grandi Navi dalla Laguna o Venezia torna ad essere classificata sito mondiale in pericolo: gli organi tecnici dell’UNESCO hanno mandato un nuovo monito all’Italia chiedendo “urgentemente” una “soluzione di lungo periodo” che dia massima priorita’ all’ipotesi di “impedire totalmente” l’accesso, preferibilmente “reindirizzandole verso porti più adatti nell’area”.

Il dossier veneziano verrà esaminato nella sessione annuale dal 16 al 31 luglio. Se approvata dal Comitato Mondiale del Patrimonio, la proposta chiederà all’Italia di sviluppare un piano d’intervento e misure correttive e presentare entro febbraio 2022 un suo rapporto di attuazione. Venezia non e’ il solo sito UNESCO che rischia di tornare nelle liste dei beni patrimonio dell’umanita’ “in pericolo”: la stessa sorte potrebbe toccare a Stonehenge a meno che non vengano modificati i piani per la costruzione di un tunnel sottostante alle rovine. E un altro monito e’arrivato al governo australiano per la salvaguardia della Grande Barriera Corallina che si estende aper 2300 chilometri al largo del continente.

“La decisione Unesco era nell’aria da tempo. E un annuncio di una possibile decisione di
metà luglio di inserimento di Venezia nella lista del patrimonio in pericolo, sarebbe cosa grave per il nostro Paese e non c’è più tempo per esitare”, ha commentato il ministro della cultura Dario Franceschini notando che un passo importante e’ gia’ stato fatto nell’ultimo decreto legge con la destinazione definitiva dell’approdo delle Grandi Navi fuori dalla Laguna: “Adesso credo vada fatto di più come impedire da subito il passaggio delle grandi navi nel canale della Giudecca”.

Venezia e la sua laguna sono iscritte nella lista Unesco del Patrimonio Mondiale dal 1987. Degli oltre 1.100 siti Patrimonio Mondiale UNESCO, una cinquantina al momento sono definiti a rischio. La conseguenza dell’iscrizione e’ l’avvio di un negoziato con lo Stato Parte, in questo caso l’Italia, volto a “verificare la rimozione delle condizioni di
pericolo per la sostenibilità del sito e per il mantenimento delle valenze culturali che ne hanno determinato l’iscrizione stessa nella Lista del Patrimonio Mondiale”.
Il monito di oggi fa seguito a un pluriennale dialogo tra l’Unesco gli Organismi tecnici internazionali collegati quali l’ ICOMOS ed autorita’ italiane. L’ultima missione di
monitoraggio congiunta UNESCO/ICOMOS/RAMSAR si e’ svolta nel gennaio 2020.

OnuItalia
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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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