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Onu adotta per consenso la Tregua Olimpica per Milano Cortina 2026

NEW YORK, 19 NOVEMBRE 2025 – Col sostegno record di 165 sponsor, l’Assemblea Generale dell’ONU ha adottato oggi per consenso la Risoluzione sulla Tregua Olimpica nei giorni dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, un testo facilitato dall’Italia quale Paese ospitante, in collaborazione con il Comitato Olimpico Internazionale e la Fondazione Milano-Cortina. Lo ha annunciato il Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni unite, Ambasciatore Maurizio Massari, incontrando la stampa dopo l’adozione del documento con il Presidente della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò e la Presidente del Comitato olimpico internazionale Kristy Coventry.

Massari, credibilita’ al multilateralismo

Il fatto che la risoluzione sia stata adottata per consenso dell’Assemblea Generale assume un significato importantissimo nell’attuale scenario internazionale denso purtroppo di tensioni e conflitti: restituisce credibilità al multilateralismo, perché ha fatto convergere le posizioni attorno ad un tema centrale, quello della tregua, della pace, della cessazione dei conflitti, dei principi e dei valori che ispirano i nostri giovani atleti ed atlete di tutto il mondo”, ha detto Massari, secondo cui quello di oggi è stato “un segnale molto importante e potente, un segnale di unità e di pace che speriamo sia tradotto in pratica” e che arriva, tra l’altro, “a ridosso della risoluzione del Consiglio di Sicurezza sul piano di pace per Gaza”. Il consenso raggiunto oggi all’Onu e’ , ha aggiunto Massari, un importante successo per l’Italia in quanto frutto dell’azione coordinata, sistematica e capillare condotta dal Governo italiano, dalla rete diplomatico-consolare e dal Sistema Italia nel suo complesso. 

L’orgoglio di Tajani per il risultato “corale”

Da Roma il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di una “approvazione corale” che riempie di orgoglio. “Oggi restituiamo speranza al multilateralismo grazie allo sport, che ha fatto convergere le posizioni di tutti i Paesi attorno ad un tema centrale, quello della fine delle ostilità, e ad una prospettiva, quella della pace, che ispira costantemente la nostra azione diplomatica. Dobbiamo tutti essere paladini di pace, come insegna anche Papa Leone, e vogliamo che l’Italia sia sempre più un crocevia di dialogo, di sviluppo e di comprensione reciproca fra i popoli”. Secondo Malago’, i Giochi Olimpici si fondano sulla competizione e sul ritratto dell’eccellenza, ma nel corso della loro storia, hanno dimostrato qualcosa di ancora più potente, un senso di umanità che trascende persino i più grandi successi sportivi”.

L’altissimo numero di sponsorizzazioni e’ stato “un ulteriore segno della capacità che l’Italia ha avuto di coagulare il consenso esteso sulla membership sul tema della pace”, ha osservato per parte sua Massari fuori dall’aula dell’Assemblea, facendo presente che, nel corso dei negoziati, l’Italia ha prestato ascolto e cercato sempre una soluzione di compromesso attraverso un dialogo aperto con tutte le Parti, senza perdere di vista le priorità italiane e l’identità dei Giochi di Milano Cortina, caratterizzate dalla promozione dello sport come veicolo di pace e sviluppo sostenibile, dall’importanza del coinvolgimento delle comunità locali, dall’attenzione alla sostenibilità, nonché alla parità di genere.

Dal 26 novembre il viaggio della torcia

Le Olimpiadi Milano-Cortina si apriranno il 6 febbraio a San Siro e i Giochi si concluderanno all’Arena di Verona ma il viaggio della torcia sta per cominciare: sara’ accesa il 26 novembre a Olimpia e visitera’ tutte e 110 le province italiane con 60 tappe lungo 12 mila chilometri. La Tregua Olimpica è un principio antico, ripreso in epoca moderna dalle Nazioni Unite, che invita tutti i Paesi del mondo a sospendere conflitti e ostilità durante i Giochi Olimpici e Paralimpici. Nell’antica Grecia veniva chiamata “Ekecheiria”: sospendeva le guerre, garantiva il passaggio sicuro degli atleti e permetteva di partecipare ai Giochi senza violenze né rappresaglie. Era una tregua sacra e rispettata da tutte le città-stato greche.

In epoca moderna, dal 1993, su iniziativa dell’ONU e del CIO (Comitato Olimpico Internazionale), la Tregua Olimpica è diventata una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, approvata ogni due anni prima dei Giochi estivi e di quelli invernali. La risoluzione, spesso ignorata anche perche’ non e’ vincolante pur avendo un forte peso morale, chiede agli Stati membri di non iniziare nuovi conflitti, ridurre le ostilità, proteggere i civili, permettere agli atleti di partecipare in sicurezza e usare lo spirito olimpico per favorire dialogo e diplomazia.

Scambio di accuse in aula tra Russia e Ucraina

La tregua copre i 7 giorni prima dell’inizio dei Giochi, tutta la durata delle Olimpiadi e Paralimpiadi, i 7 giorni successivi alla chiusura: dal 6 febbraio dunque al 15 marzo. Russia e Ucraina si sono scambiati accuse in aula prima dell’adozione della risoluzione intitolata “Costruire un mondo pacifico e migliore attraverso lo sport e l’ideale olimpico”.

Un esperto della missione russa all’ONU, Maksim Kuzevich, ha elogiato la decisione a sorpresa del Comitato Paralimpico Internazionale lo scorso settembre di revocare parzialmente la sospensione imposta a Russia e Bielorussia dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca nel 2022 definendola “un segnale molto positivo” per atleti “ingiustamente privati delle loro opportunità a causa della situazione politica”. L’inviato ucraino, Dmytro Tymoshenko, ha ribadito che Russia e Bielorussia devono rimanere escluse dallo sport mondiale “finché la Russia non porrà fine alla sua barbara guerra di aggressione contro l’Ucraina” e ha accolto con favore la decisione del Comitato Olimpico Internazionale di consentire agli atleti russi e bielorussi qualificati di competere negli eventi individuali sotto bandiera neutrale, a condizioni rigorose, come avvenuto ai Giochi di Parigi 2024.(@OnuItalia)

OnuItalia
OnuItaliahttps://onuitalia.com
Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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