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martedì, Gennaio 27, 2026

Marrapodi, “lo Stato di diritto prevalga contro la legge della giungla”

NEW YORK, 26 GENNAIO 2026 –  Per il nuovo Rappresentante permanente d’Italia alle Nazioni Unite, Giorgio Marrapodi, e’ intervenuto per la prima volta dopo l’insediamento in Consiglio di Sicurezza. Con lo Stato di diritto sotto assedio (secondo il Segretario generale Antonio Guterres “e’ stato sostituito dalla legge della giungla”), “e’ arrivato il momento di di agire, se vogliamo consegnare alle future generazioni un mondo più giusto, in cui lo Stato di diritto prevalga sulla legge della forza”.

Marrapodi, che si e’ insediato nei giorni scorsi alla guida della Rappresentanza Permanente al posto di Maurizio Massari, e’ intervenuto nel corso del dibattito aperto su “Riaffermare lo Stato di diritto internazionale: percorsi per rinvigorire la pace, la giustizia e il multilateralismo” convocato sotto la presidenza somala. L’Ambasciatore ha confermato l’allineamento dell’Italia alle posizioni espresse dall’Unione europea e dall’Austria a nome del Group of Friends of the Rule of Law, sottolineando come il rispetto delle regole internazionali resti un elemento imprescindibile per relazioni “pacifiche e giuste” tra Stati e popoli. Nel ringraziare la Somalia per l’iniziativa, Marrapodi ha inoltre espresso apprezzamento per i contributi dei relatori, citando in particolare il giudice Abdulqawi Ahmed Yusuf, indicato come “formidabile rappresentante della tradizione giuridica internazionale africana”.

La difesa della Carta dell’Onu

Nel passaggio centrale, Marrapodi ha denunciato come oggi le fondamenta dello Stato di diritto nelle relazioni internazionali siano “scosse” da guerre di aggressione ingiustificate e da un palese disprezzo dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario in diverse aree del mondo. In questo contesto, l’Ambasciatore ha ribadito la posizione italiana di difesa della Carta delle Nazioni Unite, della sovranità e integrità territoriale degli Stati e dei principi di autodeterminazione e tutela dei diritti umani.

Cinque direttrici di impegno

Marrapodi ha quindi delineato cinque direttrici di impegno necessarie, secondo Roma, per rendere credibile e duraturo un sistema multilaterale fondato sul diritto. La prima riguarda la piena adesione agli obblighi giuridici internazionali, derivanti da trattati e consuetudini: “Il rispetto del diritto internazionale non è una scelta”, incluso quello relativo al corretto funzionamento del Consiglio di Sicurezza. La seconda chiama in causa l’esigenza di affrontare in modo adeguato le violazioni del diritto internazionale, soprattutto quando mettono a rischio la pace e la sicurezza: la Carta ONU attribuisce al Consiglio la responsabilità primaria in materia e, ha ricordato Marrapodi, è una “responsabilità collettiva” assicurare che le decisioni adottate vengano effettivamente implementate.

Lo Stato di diritto come realta’ quotidiana

Terzo punto: trasformare lo Stato di diritto “da visione a realtà quotidiana” nelle società, rafforzando il rispetto dei diritti fondamentali e prevenendo crimini gravi. In questo quadro, Roma vede un ruolo cruciale per le organizzazioni regionali, inclusa l’Unione Africana, nel promuovere dialoghi inclusivi, coinvolgimento comunitario e transizioni pacifiche più efficaci, riducendo il rischio di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio.

Quarta priorità: la risoluzione pacifica delle controversie ai sensi dell’Articolo 33 della Carta, anche attraverso il ricorso a corti e tribunali internazionali quando la diplomazia fallisce. Marrapodi ha sottolineato la funzione essenziale della Corte Internazionale di Giustizia nella stabilità globale e ha auspicato un rafforzamento della cooperazione tra ICJ e Consiglio di Sicurezza.

Infine, il quinto pilastro richiama la necessità di creare condizioni durature per la giustizia e il rispetto degli obblighi internazionali, includendo una riforma delle Nazioni Unite per renderle più efficienti. In particolare, attraverso il miglioramento del Consiglio stesso, da rendere “più democratico, rappresentativo, responsabile, trasparente ed efficace”. (@OnuItalia)


OnuItalia
OnuItaliahttps://onuitalia.com
Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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