NEW YORK, 1 AGOSTO 2025 – Milioni di vite sono state impattate in meglio grazie alle Nazioni Unite. Tuttavia, la duplicazione, la frammentazione e compiti ormai obsoleti stanno mettendo a dura prova le risorse disponibili e compromettono la capacità dell’organizzazione di rispondere efficacemente a chi ne ha più bisogno. Ecco dunque l’obiettivo dell’Iniziativa UN80 che il Segretario Generale dell’ONU, António Guterres, ha presentato agli Stati membri con una serie di proposte per rendere, nell’80esimo anniversario dell’organizzazione mondiale per la pace, le Nazioni Unite più efficienti, coerenti e incisive.
Un carico crescente: troppi mandati, troppo dispersivi
I mandati – ovvero le richieste o direttive d’azione emanate dall’Assemblea Generale, dal Consiglio di Sicurezza e dal Consiglio Economico e Sociale – si sono moltiplicati in modo significativo dal 1945. Esistono oggi oltre 40.000 mandati attivi, gestiti da circa 400 organi intergovernativi che, nel loro complesso, richiedono più di 27.000 riunioni all’anno e producono circa 2.300 pagine di documentazione al giorno, con un costo annuo stimato di 360 milioni di dollari.
I mandati guidano l’azione delle Nazioni Unite in oltre 190 Paesi e territori, spaziando dal mantenimento della pace agli aiuti umanitari, fino allo sviluppo sostenibile. Tuttavia, molti di essi sono obsoleti, ridondanti o sempre più complessi.
Dal 2020:
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la lunghezza media delle risoluzioni dell’Assemblea Generale è aumentata del 55%;
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le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza sono oggi tre volte più lunghe rispetto a trent’anni fa.
“Affrontiamo i fatti”, ha dichiarato il Segretario Generale António Guterres in un briefing all’Assemblea Generale, “non possiamo aspettarci un impatto molto più ampio senza avere i mezzi per realizzarlo. Distribuendo le nostre capacità su troppi fronti, rischiamo di concentrarci più sui processi che sui risultati“.
Alla mancanza di coordinamento si aggiunge la sovrapposizione di programmi:
diverse agenzie ONU invocano gli stessi mandati per giustificare iniziative separate e relativi bilanci, con il risultato di duplicazioni e minore efficacia. Più dell’85% dei mandati non prevede alcuna clausola di revisione o scadenza automatica. “Revisioni efficaci sono l’eccezione, non la regola”, ha aggiunto Guterres. “Gli stessi mandati vengono discussi anno dopo anno – spesso con modifiche minime ai testi esistenti”.L’iniziativa UN80
Questo scenario si inserisce nel contesto dell’Iniziativa UN80, il radicale piano pluriennale del Segretario Generale per modernizzare il funzionamento delle Nazioni Unite lanciato in vista dell’80° anniversario delle Nazioni Unite nel 2025. Guterres ha proposto una serie di riforme concrete per rendere l’organizzazione più snella, coerente ed efficace, invocando una razionalizzazione dei mandati e una maggiore attenzione all’impatto reale sul campo. La riforma prevede anche un trasferimento dei quartier generale di agenzie come UNICEF, UNFPA e UN Women a Nairobi, ma che – ha precisato il portavoce dell’ONU Farhan Haq – richiedono la luce verde del board delle agenzie.
A differenza di approcci passati, il rapporto non analizza i mandati singolarmente, ma adotta una prospettiva di “ciclo di vita”, esaminando come i mandati vengono creati, attuati e rivisti, e proponendo soluzioni per migliorare ciascuna fase.
Per affrontare la duplicazione e la complessità, il rapporto propone:
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registri digitali dei mandati, per facilitare il monitoraggio di quanto adottato dai diversi organi ONU;
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risoluzioni più brevi e chiare, con richieste realistiche in termini di risorse.
“Non possiamo aspettarci un impatto molto maggiore senza avere i mezzi per realizzarlo”, ha ribadito Guterres.
Il rapporto evidenzia anche l’enorme carico operativo legato a riunioni e documentazione:
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nel solo anno scorso, il sistema ONU ha gestito 27.000 riunioni e prodotto 1.100 rapporti,
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tre su cinque erano su temi già trattati più volte.
“Riunioni e rapporti sono essenziali”, ha riconosciuto Guterres. “Ma dobbiamo porci una domanda: stiamo usando le nostre risorse limitate nel modo più efficace?“. (@OnuItalia)
