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mercoledì, Maggio 22, 2024

G20 salute a Roma: ‘One Health’ per ridisegnare l’architettura globale della salute (per tutti)

ROMA, 6 SETTEMBRE  – Dalla seconda giornata del G20 Salute, che si tiene a Roma, emergono con forza alcuni punti cardine della politica sanitaria che il mondo non potrà sottovalutare: occorre rispondere alle sfide globali sulla salute con l’approccio ‘One Health’ (è la tesi del ministro italiano Roberto Speranza) poichè, se si prende il caso della pandemia di Covid 19 – e a dirlo è il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus – il 75% dei vaccini sono concentrati in 10 Paesi.

La Ministeriale Salute – che ha chiuso i battenti stasera – è una tappa dell’intenso percorso che la Presidenza italiana ha intrapreso con i membri del G20, i Paesi ospiti e le Organizzazioni Internazionali, a cominciare da  OMS, FAO, OIE (World Organisation for Animal Health) insieme ad UNEP. Il Global Health Summit di maggio ha raccolto nella Dichiarazione di Roma i principi cui si ispira la battaglia contro il Covid-19. Lungo tale percorso, i Ministri della Salute torneranno a riunirsi con i colleghi delle Finanze a fine ottobre per affrontare in particolare la questione fondamentale di come migliorare l’architettura globale della sanità, con al centro l’OMS, e assicurarle un maggior sostegno finanziario con l’obiettivo di superare in modo definitivo l’attuale pandemia e creare le premesse per affrontare al meglio quelle del futuro.

Speranza punta alla firma del Patto di Roma per garantire dosi alle nazioni più povere e in un Tweet ha spiegato: “Vogliamo investire nell’approccio One Health, ovvero guardando a esseri umani, animali e ambiente come un unico ecosistema, per rispondere alle emergenze sanitarie di oggi e di domani”. Potenziare la sanità pubblica su scala globale, prevenire future pandemie e migliorare la risposta a quella attuale attraverso ricerca e vaccini sono i temi al centro del vertice. “Ci sono le condizioni, per costruire il Patto di Roma” è la proposta di Speranza dopo la prima giornata di riunioni. “La sfida è provare ad allargare la forza dei nostri servizi sanitari nazionali, investire di più e provare a segnare un cambio di passo molto significativo che consenta di difendere l’approccio di universalità del servizio sanitario nazionale“. Sul fronte della lotta al Covid-19, spiega il ministro, “ci sono distanze molto forti tra i Paesi più ricchi e più avanzati che hanno percentuali di vaccinati molto significative e ci sono paesi che invece sono indietro”. L’obiettivo è portare il vaccino dappertutto, “anche nei paesi più fragili”, prosegue, e “l’impegno di questo Patto di Roma a cui stiamo lavorando è quello di costruire le condizioni affinché il vaccino sia un diritto di tutti e non il privilegio di pochi”. Il Patto di Roma considera questo come ”essenziale”, conclude il ministro che ancora una volta evidenzia l’importanza della campagna vaccinale anti-Covid bollando come “inaccettabili” le minacce ‘no-vax’ arrivate a diversi giornalisti.  “Quando ci siamo incontrati virtualmente a Riad l’anno scorso, tutti speravamo che ormai la pandemia fosse sotto controllo”….e invece “è vero l’opposto. Molti paesi continuano ad affrontare un forte aumento dei casi e dei decessi, nonostante siano stati somministrati più di 5 miliardi di vaccini in tutto il mondo. Ma quasi il 75% di queste dosi è stato somministrato in soli 10 Paesi. L’Africa ha la copertura vaccinale più bassa, con il 2%. Questo è inaccettabile”: Comincia con un forte monito il messaggio inviato al vertice dal direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ricorda come sarà possibile raggiungere gli obiettivi prefissati per contenere la pandemia “solo con l’impegno e il sostegno dei Paesi del G20”.

La Salute rappresenta uno dei temi centrali della Presidenza italiana del G20 ed è stato affrontato in tutte le riunioni di alto livello, a cominciare dal Global Health Summit svoltosi a Roma. Il tema è intimamente legato alle tre priorità della Presidenza italiana – People, Planet, Prosperity – che indicano come il nostro benessere non possa prescindere dalla tutela dell’ambiente nel quale viviamo.

La Ministeriale Salute e’ strutturata in tre parti: la prima sessione è dedicata all’impatto del Covid-19 sul processo di raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) dell’Agenda 2030. La prolungata emergenza sanitaria ne minaccia l’avanzamento, con stime che indicano come per alcuni obiettivi il ritardo accumulato possa essere di decenni, particolarmente in determinate aree del mondo, e rende gli sforzi per il loro conseguimento ancora più urgenti e prioritari. Rafforzare i sistemi sanitari su scala globale, nazionale e locale a partire dalle cure primarie, investire importanti risorse nella salute e nel benessere sarà di importanza capitale per sostenere nel lungo periodo il progresso socio-economico e arrivare ad una maggiore prosperità condivisa. Andrà quindi perseguita una ripresa che tenga conto delle lezioni apprese durante la pandemia, declinandole nell’ambito degli SDG.

Il ministro Roberto Speranza

La seconda sessione deve fornire indicazioni specifiche su questi aspetti e su quale strategia adottare per prevenire, essere meglio preparati e rispondere alle pandemie del futuro. Nella consapevolezza che le ultime crisi sanitarie hanno avuto nella relazione uomo-animale-ambiente i principali fattori determinanti, una delle risposte chiave che i G20 suggeriranno sarà quella di rafforzare l’approccio One Health, che racchiude in un concetto olistico salute umana, animale e ambientale come determinanti della nostra salute e del nostro benessere.

La terza sessione, infine, esamina i cosiddetti ‘control tools’ che stanno consentendo di contrastare con efficacia la pandemia. I Paesi G20 affronteranno il tema dello sviluppo e dell’accesso equo a vaccini, medicinali e diagnostica.

 

OnuItalia
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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma.

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