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Droga: Vienna, Accili al forum su rapporto tra salute e dipendenze. Cosa fa l’Italia

VIENNA, 15 MARZO – Un evento organizzato dall’Italia e dalla Norvegia  in occasione dei lavori della 62/ sessione del #CND2019, Commission on Narcotic Drugs l’organo politico dell’ONU incaricato di gestire le convenzioni internazionali sula droga, ha focalizzato il rapporto esistente tra salute e dipendenze.

Al dibattito hanno partecipato rappresentanti dell’UNODC, UNAIDS, International Narcotics Control Board, OMS, Civil Society Task Force, e le federazioni internazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Per l’Italia l’ambasciatore Maria Assunta Accili, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali a Vienna ha descritto i vari approcci al problema delle tossicodipendenze partendo dal fatto che ”fattori di ogni tipo, da quelli genetici a quelli psico-relazionali possono influire su soggetti particolarmente vulnerabili e suscettibili di diventare dipendenti. Allo stesso tempo – ha aggiunto Accili – vi sono fattori che posso giocare un ruolo fondamentale in senso inverso: la solidità della struttura familiare con i suoi aspetti affettivi e di cura fin dalla prima infanzia, un’istruzione adeguata sulle possibili conseguenze dell’uso di stupefacenti, un ambiente sociale nel quale l’uso di droghe sia percepito come negativo per i suoi rischi”.

droga
L’ambasciatore Accili

In tutti questi ambiti, secondo l’ambasciatore, centrale resta il concetto che alla base di tutto vi sono disordini non solo legati all’ambiente o psicologici, ma anche di salute, e che proprio le politiche di salute pubblica possono sostenere la battaglia contro la droga.

”Le nostre politiche pubbliche sono volte a rafforzare i fattori protettivi, ponendo l’accento sulla prevenzione – ha osservato Accili – Lo sforzo è raggiungere i più vulnerabili, in particolare i giovani e gli adolescenti, e le loro famiglie, per ridurre le occasioni di ‘sperimentazione’ della droga”. ”Dal nostro punto di vista – ha aggiunto – l’utilizzo controllato di droga per usi non medici non va bene perchè pone a rischio la salute individuale e ha implicazioni negative dal punto di vista sociale. Tuttavia è un diritto poter accedere alle cure e in particolare in Italia tale diritto è garantito dal sistema sanitario nazionale...In Italia la cura, la riabilitazioni e il reintegro sociale per persone con problemi di droga sono basate su un approccio multi-disciplinare, scientifico e orientato al servizio pubblico, il quale costituisce la pietra angolare del servizio sanitario nazionale”.

Per le prestazioni di prevenzione e cura  si contano  570 strutture e 922 comunità terapeutiche private che provvedono a oltre 140 mila persone e, ha aggiunto Accili – ciò dimostra come un approccio basato sulla salute del tossicodipendente sia al centro delle nostre politiche. Inoltre in Italia la prevenzione e la cura sono complementari e sono elementi essenziali per un approccio che tiene conto di tanti aspetti: oltre alla salute, la lotta alla produzione e al traffico illegale, allo spaccio controllato dalle organizzazioni criminali”.

A livello internazionale ”l’Italia ha avuto la possibilità di collaborare con UNODC e OMS …Ha diffuso la prima edizione degli Standard Internazionali per la prevenzione e l’uso delle droghe in oltre 60 paesi ed è stato il primo contributore del programma UNODC-WHO sulla cura e il trattamento delle dipendenze da droga che ha trasformato i relativi metodi fin qui usati in più di 40 paesi. Naturalmente – ha detto Accili – siamo consapevoli che molto resta da fare: sappiamo come copertura e qualità siano una priorità, in special modo per quanto concerne gruppi sociali vulnerabili tra cui i detenuti per i quali dovrebbero essere promossi metodi alternativi alla carcerazione”.

”Per riuscire a rispondere a queste sfide – ha concluso Accili – non si può prescindere dal sostegno agli investimenti per quanto riguarda i servizi di cura, prevenzione, riabilitazione, tutela sociale ecc. Per i quali occorre lavorare insieme a tutti coloro che pensano che per avvicinarsi al problema della droga occorra un approccio basato sulla salute”.

(@novellatop, 15 marzo  2019)

Maria Novella Topi
Maria Novella Topihttps://onuitalia.com
Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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