ROMA, 27 GIUGNO – Il CoESPU – Center of Excellence for Stability Police Units compie 20 anni: è tenuta oggi a Roma, presso l’Aula Magna della Scuola Ufficiali dei Carabinieri, la cerimonia per l’anniversario della fondazione del centro con sede a Vicenza che forma e connette, dal cuore dell’Italia, forze di polizia di tutto il mondo, promuovendo pace, diritti umani e sicurezza nei contesti più fragili del pianeta.
A confermare la rilevanza dell’evento è stata la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme alle massime autorità civili e militari italiane e a numerose delegazioni estere, unite per celebrare una realtà che è oggi considerata un punto di riferimento globale per le operazioni di stabilizzazione post-conflitto.
Cos’è il CoESPU e perché è nato
Nato nel 2005 a Vicenza come frutto della cooperazione tra il Governo italiano e quello degli Stati Uniti sotto l’egida del G8, il CoESPU si è affermato come un centro di eccellenza per la formazione avanzata di unità di polizia di stabilità (Stability Police Units), chiamate a intervenire in aree di crisi e di conflitto, dove le forze locali non sono in grado di garantire sicurezza e ordine pubblico.
In vent’anni di attività, il Centro ha formato oltre 15.000 operatori provenienti da 128 Paesi e 17 organizzazioni internazionali, dando vita a una rete globale di competenze, valori e prossimità ai cittadini, nel segno del rispetto dei diritti fondamentali, della legalità e della tutela delle persone più vulnerabili.
Discorsi istituzionali e visione strategica
La cerimonia si è aperta con l’intervento del Generale C.A. Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, che ha espresso “la più sincera gratitudine al Presidente della Repubblica” per la sua presenza in “una ricorrenza così significativa dell’impegno dell’Arma a favore della comunità internazionale”. Ha poi ricordato come il CoESPU sia oggi non solo una realtà consolidata, ma una visione per il futuro: “Quel progetto, di 20 anni fa, si è dimostrato lungimirante. Il futuro del CoESPU sarà quello di un ecosistema dell’innovazione: sapremo integrare nuove tecnologie senza perdere la nostra dimensione umana”.
Il Generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha ricordato la missione originaria del centro: “Contribuire alla ricostruzione della legalità e della sicurezza nei teatri post-conflitto. Il metodo? Quello dei Carabinieri: empatia, prossimità, capacità di imporsi senza prepotenza. Il CoESPU è stato e continuerà a essere strumento di stabilizzazione e riconciliazione”.
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha invece evidenziato il ruolo unico del CoESPU nel panorama internazionale: “Non è un caso che questo centro sia nato in Italia: c’è un valore tutto nostro, una cultura dell’Arma che unisce rigore e umanità. Il CoESPU è una fiammella accesa nella notte, una goccia di pace in un contenitore dove spesso sembra esserci solo violenza”. Ha anche ricordato che “Il CoESPU è un ponte tra continenti, tra passato e futuro. Continueremo a costruire, con cuore e passione, il domani della sicurezza internazionale.” 
Una tavola rotonda sul multilateralismo della sicurezza
Si è inoltre tenuta una tavola rotonda dal titolo “CoESPU: experience, innovation and future challenges”, moderata da Gianluca Di Feo, Vice Direttore de La Repubblica. Tra gli ospiti:
- Rosario Salvatore Aitala, Primo Vicepresidente della Corte Penale Internazionale
- Faisal Shakar, Consigliere di polizia delle Nazioni Unite
- Stefano Sannino, Direttore Generale DG-MENA della Commissione Europea
- Raffaele Marchetti, Direttore del Centro Studi Internazionali e Strategici della LUISS
I relatori hanno discusso della funzione crescente del CoESPU nel supportare lo Stato di diritto nei contesti di crisi, della necessità di rafforzare le competenze condivise tra polizie multinazionali e del ruolo formativo che il centro svolge nella lotta alla tratta di esseri umani, alla violenza di genere e alla radicalizzazione.

Aitala ha sottolineato che “La sicurezza è un dovere. Garantirla in zone di conflitto significa assicurare diritti fondamentali. Il CoESPU rappresenta il potere dolce dell’Italia, un potere che profuma di rispetto e dignità”.
Impatto globale con la cultura della prossimita’
Il CoESPU ha avuto un impatto diretto su missioni complesse in molti paesi tra cui il Kosovo, la Palestina e il Sudan, ma anche in Africa Occidentale e America Latina. È stato coinvolto in attività formative congiunte con l’ONU, l’Unione Africana, l’Unione Europea e l’OSCE. I suoi corsi – come quello contro il traffico di esseri umani – sono diventati modello di riferimento per operatori civili e militari in missione.
Il centro si distingue per un approccio rispettoso, che esporta non solo competenze tecniche ma anche una cultura della prossimità, capace di costruire fiducia con le popolazioni locali, elemento centrale per ogni stabilizzazione efficace.
Una visione per il futuro
La conferenza si è conclusa con la consegna delle Croci al Merito dell’Arma dei Carabinieri a funzionari statunitensi e internazionali che hanno contribuito alla crescita del centro. Le celebrazioni sono proseguite nella sede di Vicenza con un concerto della Banda dell’Arma e un annullo filatelico speciale. (@OnuItalia)
